ex / exitiale

villa

 

Marco Ercolani

 

 

 

EX

 

 

(un apocrifo per Emilio Villa)

 

 

 

Non mi sono mai fatto spedire quel quadro di Rothko, l’ho lasciata laggiù, quella macchia scarlatta e potente! mi chiama ancora, quel matto di gallerista, ma come posso rispondere? Ieri a gettare colate di parole sul muro del foglio, in francese, accadico, semitico, lombardo, e oggi non posso nemmeno dire u, sono afasico, Villa afasico!!, che nemesi del cazzo, non serviva nessuna nemesi per un caso come il mio, lo ero anche prima, afasico, visto che nessuno ascoltava la mia rovinosa, incandescente frana di parole – come mi chiamava Duchamp? Villa-drome – ma  adesso non mi muovo più, non faccio niente, sto sepolto nelle mie rune, a dialogare con la mia mente, a scrivermi nei lobi del cervello, a spremere dentro di me l’origine dei mondi, l’arcaico seme ancestrale (ma perché non ho mai giocato al posto di Meazza?, sempre riserva, dannazione!), sarebbe stato bello buttarsi nei campi, scoprire cifre, segni, alfabeti a pelo d’erba, a un passo dalla rete, fuggire e fuggire e non cercare rovine vulcaniche, ora l’origine me la vivo nel crogiuolo della mente, non posso più sprecarmi, sono chiuso a chiave nelle mie porte tebaiche, litania nella litania, scrittura cuneiforme di questo corpo che si ostina a respirare, io, riserva delle riserve, informe tesoro di scartafacci e scarabocchi, roba da saccheggiare senza chiedere il permesso – ma quale roba? una marmellata di petali di rose? un papiro egiziano? un arrosto fumante? una coda alla vaccinara? Le pietre mi parlano ancora, i sassi di Tot sono tutti qui, nelle panchine della mia vita pezzente, (Contini ha già scritto di me?), – non ho più casse né libri né vino, solo testi tagliuzzati, messi in acqua o fatti seccare, non ho niente, sono ex-nessuno, ex-ciclope, ex-vivo, EX, mi hanno tolto anche la lingua, io che srotolavo il sumerico e l’ebraico in una bicchierata sul Tevere. Non rutto più, è impressionante, da quanti anni è morto Roussel? dove dormo stanotte, nell’atelier di uno scultore o nella tana di un catalogo? Ah, no, una casa ce l’ho, quella è roba antica… Non me ne frega niente dell’afasia, io sono un classico! Si possono usare i pensieri come porpora fenicia, incenso di Ismaele, succo di carrube, saprò gettare il mio cervello a macchie sui manifesti, sui bidoni, nel firmamento, sono ancora un bufalo, uno stomaco, una tromba, la pelle invisibile del mondo, li appenderei tutti, i miei lapilli, adesso, se potessi, i miei pensieri alla cima dei crepacci li appiccherei, là dove ride Palazzeschi l’incendiario, ma non ho più mani, non ho più voce, esisto solo nel silenzio assoluto, faccio il tamburo muto, qui, ultimo sciamano di una tribù già scomparsa che mi ha ficcato nella terra come ultimo totem – e voi siete gli stranieri da cui sarò sempre lontano. Eccomi, suonatemi, che sia percosso! fino all’osso della parola, fino al punto vivo della lingua morta, della mia lingua morta nel mio palato fermo, sasso di Tot, barbaro canto! (e Contini, dove scrive di me?) – e di questa vita che non mi sale nemmeno alle labbra cosa farò fra un secondo, nell’altro millennio? Escathòn! Da qualche parte del Brasile c’è un vulcano spento. De la cabeza del loco quid hodie narratur?

(2009)

 

in AAVV, Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa

Dot.com Press – Le Voci della Luna Edizioni, 2013

 

zodiaco bb

 

Emilio Villa

 

EXITIALE

 

Victor vehemens omnium

mortis per  aethram vehitur,

semen solute saturat

quae soli Somnium permeat

 

Labri lubentis aditus

labe aeterna labitur,

orietur quaqua latebra

statua mundi reptilis

 

Oscinnitans obscoenitas

coelestia poscit pascua,

veneni quidam zephyrus

ultimam lingit ulceram

 

Immensus humus coelitus,

recessus atque halitus,

nimia glaciation, recidit

in oras remotissimas

 

Intemporaneitatis

iter crinitum insilit,

incontrastata patria

inscripta in zamia sanguinis

 

Deserta nux infarcta,

constellationum genesis,

lucet, gangraena Anemonis,

implecit numen Sidera

 

(Da Verboracula, in Zodiaco, Empirìa, 2000)

 

 

 

 

 

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