Autore: enzocampi61

Enzo Campi. Nato a Caserta nel 1961. Vive e lavora a Reggio Emilia. Autore e regista teatrale, dal 1982 al 1990, con la compagnia Metateatro. Videomaker indipendente, ha realizzato, dal 1991 al 2005, numerosi cortometraggi e un lungometraggio (“Un Amleto in più”). Nel corso degli anni ha realizzato diversi eventi performativi, happening, installazioni, e realizzato video artistici e promozionali. Suoi scritti letterari e critici sono stati pubblicati su riviste, antologie, cataloghi di mostre e sono reperibili in rete su svariati siti e blog di scrittura. Ha curato numerose prefazioni, postfazioni e note critiche in volumi di poesia. Ha pubblicato: Donne - (don)o e (ne)mesi (Genova, 2007), Gesti d’aria e incombenze di luce (Genova, 2008), L’inestinguibile lucore dell’ombra (Parma, 2009), Ipotesi Corpo (Messina, 2010), Dei malnati fiori (Messina, 2011), Ligature (Sondrio, 2013), Il Verbaio (Milano – Sasso Marconi, 2014), Phénoménologie (Bologna, 2015). Principali curatele: Poetarum Silva (Parma, 2010), Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa (Milano – Sasso Marconi, 2013), Pasolini la diversità consapevole (Milano, 2015), Il colpo di coda. Amelia Rosselli e la poetica del lutto (Milano, 2016). È direttore artistico del Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea “Bologna in Lettere”.

Emilio Villa – Poesia è

poesia è evanescenza

 

poesia è condanna a vita, con libertà

sulla parola, liberté sur parole

 

poesia è guida cieca a un antico

enigma, a un segreto inaccessibile

 

poesia è trattazione dinamica e sussultoria

 

poesia è la più scampagnata cosmologia che noi possiamo

inalberare e agitare,

è una piccola (abregée) cosmogonia inconsapevole e

inconsutile, scucita,

strafelata, sdrucita

 

poesia è dimenticarsi

dimenticanza

 

poesia è se-parare sé dal sé

 

poesia è ciò che si lascia assolutamente fuori

 

poesia è svuotamento senza esaurimento

 

poesia è costrizione al remoto,

al non ancora, al non

adesso, al non-qui,

al non-là, al

non-prima né non-dopo

né non-adesso

 

poesia è sfondamento

 

poesia è bruciare – partorire nello stesso gesto vocale

 

poesia è l’esserci moltiplicato per

non esserci, ricordare

di transesserci di traverso

a spartiacque

 

poesia è misconoscimento di

non so bene che cosa

ma misconoscimento

 

poesia è impotenza infinita,

limpida, lucida, allucinata

 

poesia è intersezione

interiezione

intersezione

interruzione

 

poesia è una carognata

 

poesia è transito e esito

 

poesia è infusione e trans-fusione

 

poesia è memoria di ciò che non è

e che deve non-essere, cioè

è il Sé culminante, liminare

il Sé come cosmo incompiuto e

da non compiere mai

 

poesia è legare – slegare

 

poesia è la scena rituale della

infinita incertezza, della

inaccessibile Infermità

(Infirmitas)

 

poesia  è scorcio

scarto

strombo

sterro

 

poesia è culla – cuna

è cella – cruna

del Trans-Organo

del transorganico

dell’Indistinto

dell’In(de)terminato

 

poesia è la cenere

 

poesia è  diagonale

è vanvera

dentro il corpo manifesto

dell’Inesistente Universale

dell’Anenergico Globale

 

poesia è pigrizia irrigidita, con

un braccio appesa al ramo

dell’Albero della Scienza del

Bene e del Male; cioè

è una Scimmia che sta in

Brasile sempre appesa con un

braccio al ramo di un albero (è la Preguiça)

 

poesia è terrorismo nel dominio della lingua,

è scoppio nella clausura del linguaggio

 

è terrore sul fondo delle retoriche

 

poesia è liberazione dalla conoscenza,

fuga dal conosciuto

svincolo dalla meccanica

 

è insieme è caduta, sprofondo, nella

meccanica ripetitiva, ossessiva,

iterativa, che è anche la

meccanica del cenno, della norma,

del rito (dell’obbligo

stretto, della rima, del numero,

dell’essenza)

 

poesia è implosione del tempo – zero

e di grado in(de)finito

 

poesia è sfrenamento, sfaso, minaccia potenziale,

spacco, rapina, distruzione

 

poesia è scasso, squarcio, scuotimento

 

è l’urto tra forza

e misura che

tende a cancellare.

siamo proprio

infinitamente matti

 

la poesia è quasi tutto: cioè è tutto, meno

quello che veramente è

 

poesia è impermanenza incrociata con

trans-manenza

 

è impertinenza

 

poesia è scontro e incontro (spontaneo e

destinato) tra nevrosi e inconscio,

tra archetipo e Sé

anello monotono e perpetuo tra impulso

e ossessione

 

poesia è aggressione

 

poesia è fare spiragli, produrre crepe,

segnare filiture dentro il

sipario, dentro la Parete Sbarrata

 

poesia è lotta contro la notte

poesia è notte contro la notte

poesia è urto contro la voce

poesia è attrito con la pelle del Drago

 

poesia è così

è così e così

e così sia

 

 

**

 

Emilio Villa – Poesia è – 1989 (circa)

Il testo è contenuto in

The Selected Poetry of Emilio Villa

Traduzione e cura Dominic Siracusa

Contra Mundum Press Edition, 2014

 

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Stelio Maria Martini

Il 20 settembre del 2014, nel corso del primo dei “gesti finalizi” del progetto Parabol(iche) dell’ultimo giorno, ovvero nella serata denominata “Un anno per Villa”, veniva presentato in anteprima un estratto del video intervento Risalire all’indietro di Stelio Maria Martini, che fu realizzato dietro mia richiesta e che è incentrato sul suo rapporto di frequentazione pluri-decennale con Emilio Villa. Nell’attesa di poter caricare in rete le 4 parti di cui si compone il video, apprendiamo la notizia che Stelio Maria Martini si è spento ieri 01/03/2016 a Caivano (NA). Vogliamo semplicemente ricordarlo proponendo una sua traduzione di una delle poesie in latino che fanno parte del corpo testuale di Verboracula di Emilio Villa, espressamente dedicata al comune amico Luciano Caruso.

SMM

Emilio Villa, Charta musice
da Verboracula in id. Zodiaco
Roma, Empiria, 2000

Charta musice (1)
 
 
Locus adsiduus tonitruum viduusque nidus
excoriatur et inmitti videatur in unda
quasi locus-logos lacerque viventis:

charta tunc cantat, nec indormir illa,
crepitat charta, carmine cantat alato,
cantat ieiunia simula c nenia alia,

inania cantat atque onania vestra,
omina cantat necnon abomina omnia
inaudibilia cantat, conserit inguinalia mundi

musice sonitu, roratque noster lucianus,
charta frustata riget in aëre induto,
cordisque carinam charta aevi refrangit,

musicus strepitus haerens
crudus et incredulus error
aequoris fremit alterne revulsi;

grandula ergo charta substrepens orietur,
gratus glandulus meus atque horror
praeciens in nudam fluet altam:

credamus igitur in primum unumque fragorem,
unamque coronam discretam disorbitatam,
omneque per vulnera exire numen luciani:

rem rei carminat ultima caro,
caro puerenniter praetermissa natura
labirridentis luciani citati per auras.

Idem ac idem necnon id idem, isdemque tonus
superne relata coniungit: re quoque lata,
ecce iam sonuum fractus resplendit ignis,

arbor ecce musici oscitantis pavoris innumera petit,
pandit denuo res mota graduum extans,
versus sub versu vertice audax iacet aër:

choreola in hortus ortu stupenda recrescit
ubi mutum mutabit puerenne impetu vulnus
et tonitrus alibi tandem tacti creabuntur,

per quos suppedit et humida musica tota:
crura tunc crude conterat ille,
dum tubam cernui vos teneatis in ore

signum ad audiendum ultradictum renovandae
mentis, et neumata ablata subripiat eadem
corrupta milonga, quae chartam colludere iocis
et focis audiat ubique.

*

FINEMENTE SU CARTA

luogo assidio di tuoni, vedovo nido
si scuoia e sembra avventarsi nel tumulto
quasi luogo-logos e strazio del vivente:

allora appunto carta canta e non dorme,
crepita la carta, canta con carme alato,
canta digiuni insieme e nenie altre,

canta inanità, canta le vostre onanità,
auspici canta ed anche tutte le iatture
inaudubili canta, intreccia le anguinaie del mondo

sottilmente nel rumore, e stilla luciano nostro,
a brani la carta si leva nell’aria che la indossa
e ancora una volta la carta dell’evo infrange il naviglio del cuore,

persistendo lo strepito musicale
freme il crudele incredibile errore
dello specchio acquoreo interrotto qua e là;

un po’ più grande sorgerà allora la carta frusciante,
grato mio glàndolo e l’orrore
che predispone scorrerà nell’ignuda profonda:

crediamo dunque nel primo ed unico fragore,
nell’unica corona distinta e fuori d’orbita,
e che l’intera volontà di luciano si manifesti attraverso gli strappi:

l’ultima carne pettina la cosa della cosa,
la carne puerennamente passata oltre natura
nel clima del pince-à-rire di luciano:

ciò stesso stessissimo nonché lo stesso, il medesimo tono
celestialmente congiunge i riporti: ri proprio porti,
ecco, ora risplende il fuoco infranto dei richiami,

ecco l’albero cercare l’innumere della musicale
angoscia sbadigliante,]
rivelare ancora ciò che fu rimosso nei passaggi intermedi,
l’aria indiscreta rimanere confutata linea per linea nel vortice:

il balletto mirabile risorge, giardino alla sua nascita,
come di colpo muti la muta puerenne ferita
e alla fine creeranno tuoni puntualmente violati

per cui struoneggi tutto intero il concetto umoroso:
allora egli vi trituri crudelmente gli stinchi
mentre ve ne state proni con la tromba alla bocca

ad ascoltare il segnale ultradetto del rinnovamento
mentale, e la stessa disonorata milonga
si appropri dei segni della rapina e sottintenda la carta

che scherza con giochi e fuochi, dovunque.

(traduzione di Stelio Maria Martini)

 

 

Il crowdfunding ufficiale di Bologna in Lettere

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Il festival Bologna In Lettere è un luogo di incontro tra autori, performer, critici ed editori nel quale stimolare e generare un dibattito sulla letteratura, in particolare la poesia, che vada oltre la promozione del singolo testo, e che sviluppi ricerca, condivisione e scambio attraverso la multidisciplinarità. Naturale in questa ottica mantenere la completa gratuità degli eventi e il profilo internazionale delle proposte. Lateralmente, il festival promuove concorsi per adulti e ragazzi, redazione e pubblicazione di libri, antologie e cataloghi, organizzazione di convegni, workshop ed eventi letterari, al fine di promuovere la realtà bolognese quale punto focale della diffusione della letteratura contemporanea. La IV edizione si svolgerà nel mese di maggio 2016 (12-13-14, 20-21 e 27-28).
Siamo alla ricerca degli spazi che accoglieranno gli eventi, la proiezione di cortometraggi, le esposizioni di fotografia e poesia visiva, le performance, i workshop e i momenti conviviali.

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Con il tuo sostegno potremo pagare tutti i professionisti che collaboreranno con noi, la locazione degli spazi e dei service audio-video, i materiali promozionali: insomma tutto quello che serve per l’organizzazione e per la gestione.

SOLO COSI’POTREMO DARE VITA AL NOSTRO FESTIVAL NEL
MIGLIORE DEI MODI POSSIBILI.

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Lo staff di BOLOGNA IN LETTERE 2016

 

 

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Paraboliche dell’ultimo giorno – Cantiere per un video in costruzione

Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa

Cantiere per un video in costruzione

 

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Porsi all’ascolto

Emilio Villa è nato nel 1914 ed è venuto a mancare nel 2003. Approfittando del decennale della scomparsa (2013) e del centenario della nascita (2014) ho inteso rilanciare la complessa e articolata figura artistica di Villa con un progetto ad ampio respiro. Per quanto fosse considerato, dagli addetti ai lavori, come una figura determinante e anche come una sorta di precursore di alcune modalità di veicolazione della cosa letteraria e artistica, Villa ancora oggi risulta sconosciuto ai più.

 

continua a leggere qui

http://www.nazioneindiana.com/2014/12/04/paraboliche-dellultimo-giorno-per-emilio-villa/

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Villadrome. Emilio Villa, da Affori al mondo

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Lunedì 17 novembre ore 17.00

Biblioteca di Affori, Viale Affori 21 (Villa Litta), Milano
“Villadrome. Emilio Villa, da Affori al mondo”
In occasione dell’uscita de L’opera poetica di Emilio Villa (L’orma, 2014)

Con Andrea Cortellessa, Cecilia Bello Minciacchi, Luigi Ripamonti, Luca Stefanelli, Flavio Fergonzi

Emilio Villa, il dinamitardo di ogni accademia e di ogni canone, un umanista così incurante del tempo da unire antichità e futuro attraverso una formidabile vita di artista. Poeta legato a un sol filo alle avanguardie europee, erudito avventuroso capace di tradurre l’Antico Testamento e l’Odissea senza tralasciare una profonda conoscenza delle più svariate forme della contemporaneità, Villadrome, come lo “parabattezzò” Duchamp, è sempre rimasto ostinatamente, orgogliosamente fuori da ogni confine, da ogni partizione, da ogni identità. Ora Cecilia Bello Minciacchi, la studiosa che nell’ultimo quindicennio si è votata con tutte le sue forze a quest’opera impossibile, ha ricostruito la sua Opera Poetica in tutte le sue pieghe enigmatiche, in tutte le sue svolte anche clamorose, in tutte le sue idiosincrasie – e in tutte le sue conquiste. Per la prima volta dunque il corpus poetico villiano, si trova qui riunito in un unico, documentatissimo volume che raccoglie tutti i suoi testi pubblicati, in vita e dopo la sua morte. Una testimonianza unica di una delle personalità più preziose e più misteriose del Novecento italiano ed europeo.

*

Per ulteriori informazioni: Chiara Di Domenico, ufficio stampa L’orma editore, 338 9350282 – ufficiostampa@lormaeditore.it

Per Emilio Villa – Eventi – Reggio Emilia

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PoiesisArt

Incontri, letture e opere per (e di) Emilio Villa

Reggio Emilia, ottobre 2014

*

VENERDI’ 3 OTTOBRE 2014 ORE 17.00

Biblioteca Panizzi, Sala del Planisfero, via Farini 3

Il centenario di Emilio Villa e l’eredità reggiana.

Lectio magistralis di Aldo Tagliaferri

*

VENERDI’ 3 OTTOBRE 2014 ORE 20.45

Poiesis ArtSpace, via Guido da Castello 19/a

Testimone di nessun specialismo. Apertura all’avvenire originario.

Rolando Gualerzi, commento alle mappe concettuali su: Emilio Villa – Martin Heidegger

*

Incontro con Simona Menicocci

La poesia come dispositivo visivo: Corrado Costa – Emilio Villa

*

Amici e studiosi:

Brevi Letture da traduzioni di Emilio Villa: L’Odissea e il Genesi ( Bibbia)

*

Nello spazio Poiesis Art, dove si terranno gli incontri, sarà allestita un piccola mostra di Lavori originali, libri e manoscritti di Emilio Villa a cura di Poiesis-Art

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SABATO 4 OTTOBRE 2014 ORE 20.45

Poiesis ArtSpace, via Guido da Castello, 19/a

Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa

un progetto ideato e curato da Enzo Campi

presenta

pas de quoi pas quoi pas

Recital multimediale su testi tratti da le mûra di t;éb;é e dai Trous con

Martina Campi, Mario Sboarina, Francesca Del Moro, Enzo Campi

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Questo Recital viene contrassegnato come il secondo dei “gesti finalizi” del  progetto Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa, ideato e curato da Enzo Campi, inaugurato nel settembre del 2013 a Castelfranco Emilia (MO). Il progetto si è sviluppato nella realizzazione dell’omonimo volume collettaneo edito da Dot.Com Press – Le Voci della Luna, da una serie di eventi live che hanno attraversato l’Italia, da Torino a Napoli, passando attraverso Monza, Milano, Parma, Bologna, Verona, Padova, Venezia, Roma, ecc., e dalla creazione di un sito dedicato ad Emilio Villa.

https://parabolichedellultimogiorno.wordpress.com/

 

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Sabato 4 e sabato 11 ottobre 2014, ore 10,00-13,00 e 16,00-19,30 presso Poiesis ArtSpace

è  possibile prendere visione di Lavori originali, libri e manoscritti di Emilio Villa

In Collaborazione con:

Biblioteca Panizzi, Archivio Storico Pari e Dispari, Fondazione Vincenzo di Paolo.

Ringraziamenti a: Giulio Bizzarri, Rosanna Chiessi, Silvio Craia, Amedea Donelli, Simona Menicocci, Pietro Mussini, Paul Vangelisti, Aldo Tagliaferri e quanti hanno reso possibile queste giornate.

Organizzazione: POIESIS-ART, Rimini/Reggio Emilia. Cell. 348 3129122 – 0541 27081

Per Emilio Villa – Eventi – Villadrome

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VILLADROME

EMILIO VILLA LIBRI RIVISTE SCRITTI 1947-1992

 

Studio Varroni / Eos Libri d’Artista

Via Saturnia 55, int. 2 – Roma

 

Inaugurazione giovedì 9 ottobre, ore 18 – 20

fino al 14 novembre 2014 – dal martedì al venerdì ore 16 – 19

 

Lo Studio Varroni / Eos Libri d’Artista presenta, dal 9 ottobre al 14 novembre 2014, la mostra VILLADROME Emilio Villa libri e riviste 1947-1992, a cura di Mario Diacono e Piero Varroni.

Emilio Villa (Affori, 1914 – Rieti, 2003) è una delle figure più radicali dell’avanguardia del secondo novecento. Intellettuale poliedrico, artista, poeta, critico d’arte, biblista, traduttore, filologo, pone la parola al centro della sua ricerca poetica, sperimentando con libertà e irriverenza una nuova forma di scrittura. Lontana dai canoni stabiliti, la sua poesia si fonde con la pagina e si fa oggetto, modellandosi su una lingua ibrida che mescola idiomi antichi e moderni.

Villa ricopre un ruolo di primo piano nel panorama artistico e culturale italiano, rimanendo comunque in una sorta di programmatica “clandestinità”, lontano da movimenti, gruppi, accademie, e dall’editoria tradizionale e di consumo; attuando poi, in età matura, una consapevole e volontaria dispersione della sua opera. Pubblica libri, riviste, testi critici fuori da ogni canone ufficiale; ne disegna la veste tipografica e li realizza in tirature molto limitate, talvolta addirittura in copia unica.

Mentore segreto e propulsore di nuove avanguardie, incoraggia e promuove l’opera iniziale di artisti (Burri, Capogrossi, Rotella, Mirko, Novelli, De Bernardi, Parmiggiani, Nuvolo, e molti altri) ai quali dedica una serie di saggi-poesia, rimasti memorabili, e raccolti inAttributi dell’arte odierna 1947-1967 (Feltrinelli, 1970).

La mostra VILLADROME (meta-nome dato a Villa da Duchamp) celebra il centenario della nascita del poeta iper-poeta con una selezione di opere di poesia visuale, libri d’artista, riviste, cataloghi di mostre di artisti, nonché “oggetti di poesia”, testi e poesie autografe, che abbracciano un arco di tempo che va dal 1947 al 1992.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Eos Libri d’Artista con un testo di Mario Diacono.

Un anno per Villa – Eventi – Milano

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Letteratura Necessaria – Azione N° 54

“Un anno per Villa”

Sabato 20 Settembre 2014 ore 21.00

Galleria Ostrakon, via Pastrengo 15, Milano

Nell’ambito della rassegna Tu se sai dire dillo

dedicata alla memoria del poeta Giuliano Mesa (1957-2011)

ideata e curata da Biagio Cepollaro

 

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Questo evento viene contrassegnato come il primo dei “gesti finalizi” del progetto Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa, ideato e curato da Enzo Campi e inaugurato a Castelfranco Emilia (MO) il 22 Settembre del 2013. Il progetto comprende la realizzazione dell’omonimo volume collettaneo edito da Dot.Com Press – Le Voci della Luna, da una serie di eventi live che hanno attraversato l’Italia, da Torino a Napoli, passando attraverso Monza, Milano, Parma, Bologna, Verona, Padova, Venezia, Roma, e dalla creazione di un sito dedicato ad Emilio Villa.

 

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Il programma della serata comprende

interventi e letture di Dome Bulfaro, Jacopo Ninni, Daniele Bellomi

la performance Vanità Verbali, con Gerardo De Stefano

un dialogo-bilancio tra Enzo Campi e Biagio Cepollaro

Risalire all’indietro, un video-intervento di Stelio Maria Martini

il recital le mûra di t;éb;è

con Martina Campi, Mario SboarinaFrancesca Del Moro, Enzo Campi

 

 

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 Il programma completo della rassegna

 

La Galleria Ostrakon ospita, tra il 18 e il 20 settembre 2014, la terza edizione della rassegna Tu se sai dire dillo, dedicata alla memoria del poeta Giuliano Mesa (1957-2011) e ideata da Biagio Cepollaro. Anche quest’anno l’attenzione è rivolta a poeti importanti e radicali del ‘900 ancora poco conosciuti come Gianni Toti (1924-2007), tra l’altro pioniere della video poesia in Italia di cui viene presentata per la prima volta l’intera opera in versi curata da Daniele Poletti; Emilio Villa (1914-2003), precursore delle neoavanguardie,in nome del quale si sono svolte nel corso dell’anno molte iniziative promosse da Enzo Campi, e Paola Febbraro (1956-2008), poetessa prematuramente scomparsa intorno alla cui opera parleranno Anna Maria Farabbi ,Viola Amarelli e Giusi Drago. Ad arricchire il programma vi è la presentazione dell’ambizioso progetto Phonodia, curato da Alessandro Mistrorigo della Ca’ Foscari di Venezia, relativo ad un archivio di voci di poeti di tutto il mondo. Infine sulla questione della critica letteraria oggi verterà una conversazione tra Luigi Bosco e Lorenzo Mari, redattori del blog In realtà, la poesia, e Luciano Mazziotta.

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Diciassette variazioni senza pudore di Emilio Villa

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Diciassette variazioni senza pudore di Emilio Villa

 

A dieci anni dalla sua scomparsa, parlare in questa sede di Emilio Villa (1914-2003) significa evidenziare quelle principali componenti della sua poesia, quali sono la disinvoltura e la libertà d’espressione. Questi tratti, validi anche per definire la sua avventurosa e complessa vita, si possono ritrovare perfettamente rappresentati da una delle opere fondamentali della sua ricca produzione artistica, le Diciassette variazioni proposte su temi per una pura ideologia fonetica [1]. La silloge si mostra a metà degli anni Cinquanta con orizzonti nuovi e di proposta neoavanguardista per il panorama poetico italiano. Per Villa stesso è l’inizio di una nuova fase che segue la prima, di aderenza più neorealista e di minore carico innovativo. Egli ‘trasgredisce’ al perbenismo della tradizione lirica e a quella dei ‘poeti puri’, proponendo una poetica in movimento ? o apoetica ? che nega alla propria versificazione qualsiasi affermazione in uno stile o forma precisa. Le sue variazioni si costituiscono di continui contrasti formali e concettuali.

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http://www.griseldaonline.it/temi/pudore/diciasette-variazioni-senza-pudore-villa.html