Enzo Campi

Paraboliche dell’ultimo giorno – Cantiere per un video in costruzione

Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa

Cantiere per un video in costruzione

 

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Porsi all’ascolto

Emilio Villa è nato nel 1914 ed è venuto a mancare nel 2003. Approfittando del decennale della scomparsa (2013) e del centenario della nascita (2014) ho inteso rilanciare la complessa e articolata figura artistica di Villa con un progetto ad ampio respiro. Per quanto fosse considerato, dagli addetti ai lavori, come una figura determinante e anche come una sorta di precursore di alcune modalità di veicolazione della cosa letteraria e artistica, Villa ancora oggi risulta sconosciuto ai più.

 

continua a leggere qui

http://www.nazioneindiana.com/2014/12/04/paraboliche-dellultimo-giorno-per-emilio-villa/

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Per Emilio Villa – Eventi – Reggio Emilia

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PoiesisArt

Incontri, letture e opere per (e di) Emilio Villa

Reggio Emilia, ottobre 2014

*

VENERDI’ 3 OTTOBRE 2014 ORE 17.00

Biblioteca Panizzi, Sala del Planisfero, via Farini 3

Il centenario di Emilio Villa e l’eredità reggiana.

Lectio magistralis di Aldo Tagliaferri

*

VENERDI’ 3 OTTOBRE 2014 ORE 20.45

Poiesis ArtSpace, via Guido da Castello 19/a

Testimone di nessun specialismo. Apertura all’avvenire originario.

Rolando Gualerzi, commento alle mappe concettuali su: Emilio Villa – Martin Heidegger

*

Incontro con Simona Menicocci

La poesia come dispositivo visivo: Corrado Costa – Emilio Villa

*

Amici e studiosi:

Brevi Letture da traduzioni di Emilio Villa: L’Odissea e il Genesi ( Bibbia)

*

Nello spazio Poiesis Art, dove si terranno gli incontri, sarà allestita un piccola mostra di Lavori originali, libri e manoscritti di Emilio Villa a cura di Poiesis-Art

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SABATO 4 OTTOBRE 2014 ORE 20.45

Poiesis ArtSpace, via Guido da Castello, 19/a

Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa

un progetto ideato e curato da Enzo Campi

presenta

pas de quoi pas quoi pas

Recital multimediale su testi tratti da le mûra di t;éb;é e dai Trous con

Martina Campi, Mario Sboarina, Francesca Del Moro, Enzo Campi

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Questo Recital viene contrassegnato come il secondo dei “gesti finalizi” del  progetto Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa, ideato e curato da Enzo Campi, inaugurato nel settembre del 2013 a Castelfranco Emilia (MO). Il progetto si è sviluppato nella realizzazione dell’omonimo volume collettaneo edito da Dot.Com Press – Le Voci della Luna, da una serie di eventi live che hanno attraversato l’Italia, da Torino a Napoli, passando attraverso Monza, Milano, Parma, Bologna, Verona, Padova, Venezia, Roma, ecc., e dalla creazione di un sito dedicato ad Emilio Villa.

https://parabolichedellultimogiorno.wordpress.com/

 

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Sabato 4 e sabato 11 ottobre 2014, ore 10,00-13,00 e 16,00-19,30 presso Poiesis ArtSpace

è  possibile prendere visione di Lavori originali, libri e manoscritti di Emilio Villa

In Collaborazione con:

Biblioteca Panizzi, Archivio Storico Pari e Dispari, Fondazione Vincenzo di Paolo.

Ringraziamenti a: Giulio Bizzarri, Rosanna Chiessi, Silvio Craia, Amedea Donelli, Simona Menicocci, Pietro Mussini, Paul Vangelisti, Aldo Tagliaferri e quanti hanno reso possibile queste giornate.

Organizzazione: POIESIS-ART, Rimini/Reggio Emilia. Cell. 348 3129122 – 0541 27081

Un anno per Villa – Eventi – Milano

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Letteratura Necessaria – Azione N° 54

“Un anno per Villa”

Sabato 20 Settembre 2014 ore 21.00

Galleria Ostrakon, via Pastrengo 15, Milano

Nell’ambito della rassegna Tu se sai dire dillo

dedicata alla memoria del poeta Giuliano Mesa (1957-2011)

ideata e curata da Biagio Cepollaro

 

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Questo evento viene contrassegnato come il primo dei “gesti finalizi” del progetto Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa, ideato e curato da Enzo Campi e inaugurato a Castelfranco Emilia (MO) il 22 Settembre del 2013. Il progetto comprende la realizzazione dell’omonimo volume collettaneo edito da Dot.Com Press – Le Voci della Luna, da una serie di eventi live che hanno attraversato l’Italia, da Torino a Napoli, passando attraverso Monza, Milano, Parma, Bologna, Verona, Padova, Venezia, Roma, e dalla creazione di un sito dedicato ad Emilio Villa.

 

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Il programma della serata comprende

interventi e letture di Dome Bulfaro, Jacopo Ninni, Daniele Bellomi

la performance Vanità Verbali, con Gerardo De Stefano

un dialogo-bilancio tra Enzo Campi e Biagio Cepollaro

Risalire all’indietro, un video-intervento di Stelio Maria Martini

il recital le mûra di t;éb;è

con Martina Campi, Mario SboarinaFrancesca Del Moro, Enzo Campi

 

 

Emilio Villa

 

 

 

 Il programma completo della rassegna

 

La Galleria Ostrakon ospita, tra il 18 e il 20 settembre 2014, la terza edizione della rassegna Tu se sai dire dillo, dedicata alla memoria del poeta Giuliano Mesa (1957-2011) e ideata da Biagio Cepollaro. Anche quest’anno l’attenzione è rivolta a poeti importanti e radicali del ‘900 ancora poco conosciuti come Gianni Toti (1924-2007), tra l’altro pioniere della video poesia in Italia di cui viene presentata per la prima volta l’intera opera in versi curata da Daniele Poletti; Emilio Villa (1914-2003), precursore delle neoavanguardie,in nome del quale si sono svolte nel corso dell’anno molte iniziative promosse da Enzo Campi, e Paola Febbraro (1956-2008), poetessa prematuramente scomparsa intorno alla cui opera parleranno Anna Maria Farabbi ,Viola Amarelli e Giusi Drago. Ad arricchire il programma vi è la presentazione dell’ambizioso progetto Phonodia, curato da Alessandro Mistrorigo della Ca’ Foscari di Venezia, relativo ad un archivio di voci di poeti di tutto il mondo. Infine sulla questione della critica letteraria oggi verterà una conversazione tra Luigi Bosco e Lorenzo Mari, redattori del blog In realtà, la poesia, e Luciano Mazziotta.

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geolatrica / gran sangue della terra

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Emilio Villa

 

Geolatrica

 

 

Beh, mo’ te dico, tibi, sabula, dicam.

Ho inserito l’alluce e l’unghia relativa

nel pieno dell’argilla

per cercarne i grani

per i differenti casi

che si sollevano

dai cieli serrati

per le varie categorie di anime

 

la sua crescita, il suo

ingrossamento, è dovuta

a ciò che soltanto spira

semplicemente spira

tra pollice in aria e alluce

in terra

non ci siamo mai consociati

io corpo, tu terra

se non in maniere diverse

in rami diversi e secondari

di implacabile necessità

di conoscenza, di urgenza filogenetica

 

la morte in fondo

all’argilla

non sarà allora

che un tenue

compiacimento

concentrica consunzione

di eteree carogne

di esangui consensi

di digestioni esterrefatte

 

tutto rimane nel

non-tremendo

e nelle sue rose corrose

di ventilazioni, di psicologemi

di contorti

logos sessuati: di

miraggi presunti che

chiamano dall’ultrainfinito

finito nelle sue fredde

faglie, in sazia cecità di

percorsi e tane.

 

 

(In Emilio Villa, Zodiaco, Empirìa, Roma, 2000.

Ora in Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa

Dot.com Press, Le Voci della Luna edizioni, Milano – Sasso Marconi, 2013)

 

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Ivan Fassio

 

 

Gran Sangue della Terra

 

 

 

Speravamo fosse quieto ritorno a raccolta: detto, motto e frase fatta, ma ben compresa, lasciata cadere dalle braccia, come d’estate, al caldo.

Escrescenze metalliche – o lamine organiche arancio e smeraldo – erano consistenze di astio, gocce d’ardore, mosti di corruzione. Viviamo ora l’orrore, il conclamato tumore: la lucidità dello sbaglio tremendo, del futuro avvenuto!

Perché già ricomprammo letteratura, perché più l’avventura non ci appartenne, perché tristi fummo, soli e impauriti, prima d’intenderci… Per offrire un sorso di pace: dal pozzo alla fronte, dal credo al sudore: contadini sagaci che vivono e crepano, insieme, di tara e coraggio, di natura del vizio, della stortura.

Dopo minacce contro gli umori, l’era dell’urlo scoccava e la storia si segnava, placida o ignara, talvolta. Il cuore era in guerra: di voglie il barile raschiato imitava un buon vento. Alla nazione bastarda, meticcia, un augurio di morte, il bacio del traditore: presa al costato, impiccata ai capelli, donna affogata. Il mostro che ne rubò la voce e il talento era di mille sirene l’amante. Cessò in un istante, di vita insensata, nell’ossuta trama del canto. Era degno furore, prima d’andarsene: pegno d’onore, maestro di croce, cretino di corte. Ferito d’orgoglio, ai piedi del tempio, portava Grecìa in Galilea. Il trullo d’Alberobello svettava sul Golgota, all’ombra dei cedri, disabitato.

Un popolo estinto, dall’alto miracolo, emanava tarde notizie di resa. Chi ne gettava le ceneri in spiaggia era, intanto, meno del manto – diviso a metà – del Giotto di San Martino. Il bagnasciuga, per tanta indecenza, respirava vergogna.

In tempi distanti, il sarto s’ammalò del mattone, nelle vampe della carenza. Una saldatura di crepa, per guarigione, sigillò l’afa e risanò il clima dell’araba valle, a monte di olimpiche nascite, di croniche fondazioni. Sui gradini del terremoto, l’esperimento chirurgico compì l’estinzione del vuoto, levando l’assenza dai fondi del pieno: il cretto di Gibellina. Le tele raccolsero, allora, il travaso di regioni rivolte, interne ed esterne, scosse e riconsumate. Per radiografia, versamenti schiusi in suture seguirono ai negativi le bruciature, a guisa d’etimologia di pittura.

Riguardo al momento che discutevamo: nell’araldico modello di frase, scandito e potente, orale e scavato, nessuno, o quasi, si riconosceva. A novembre raccogliere i grappoli acerbi, brinati sui ragni da galaverna, lo diceva un poeta indecente, sedotto da una mistica ingrata. Dai versanti del Monferrato, si scriveva morire per ricordare, parlare per credere, provare per dare. Sull’orlo della fine, si cuciva per plagio una verde ferita – di rami innestati, di foglie sul male. Mentivamo a noi stessi!

Ora, nessuno decide se restare nel limbo, a campare in fessure, o scassare le porte e scappare. Per il seminario dell’educazione è la lotta dell’allergia, per il fardello dell’idioma è la fuga dall’apatia: la soluzione! Tutto si mostra senza cervello: dalle fauci di macchina, dallo stadio di stato, dalla messa di scena, l’ultimo nervo si svincola a malapena, imbelle. Per tenere in piedi una frase che sappia d’autentico, mai useremo un tipo di lingua che più non si articoli, rinnovata da barbari accenti e clandestini fermenti, accecata ed estatica, antica nel suono a battesimo della struttura: come le lettere scritte dell’alfabeto, come il respiro enigmatico: punteggiatura.

(in Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa

Dot.com Press, Le Voci della Luna edizioni, Milano – Sasso Marconi, 2013)

Per Emilio Villa – Eventi – Milano (2)

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Letteratura Necessaria – Azione 46

Venerdì 6 dicembre ore 21
LIBRERIA POPOLARE DI VIA TADINO
Via Tadino 18, MILANO

Parabol(ich)e Dell’Ultimo Giorno per Emilio Villa
Dot.Com Press – Le Voci della Luna edizioni, 2013
antologia di prosa, poesia e saggistica a cura di Enzo Campi

Reading con

Paolo Zublena, Francesco Marotta, Biagio Cepollaro
Nicola Frangione, Dome Bulfaro, Jacopo Ninni, Enzo Campi

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Nelle foto Paolo Zublena, Dome Bulfaro, Biagio Cepollaro
Jacopo Ninni, Francesco Marotta, Nicola Frangione

 

*

 

Emilio Villa

Radix

 

Inspicua ergo hieroglyphica radix
radicitus, ingluties anxiae
vocis caverna in hiatu superno,
sphaera oculi extra orbitas efflante,
os uti nitidum nidum aetheris
postumi revolvens nictatur, raris
radii sine fune nec fine propulsum,
funere ratum, usquedum haec omnia
[m]oriuntur, parietes mundi parient
gradus imaginarios, omni onere impedente
soluto varient: fabula et bufala
complexae sunt se, risusque
verba scandit obliqua, fractus,
non homogeneus, angustior.

 

(Da Verboracula, 1981)
 

La scrittura della Sibilla – Emilio Villa

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Dall’infaticabile Daniele Poletti un altro importante lavoro, sotto forma di ebook,  per ricordare e veicolare il pianeta Emilio Villa con un’antologia di testi villiani e contributi di Carlo Alberto Sitta, Aldo Tagliaferri, Ugo Fracassa, Cecilia Bello Minciacchi, Enzo Campi, Giorgio Barbaglia

http://www.diaforia.org/floema/2014/05/30/la-scrittura-della-sibilla-emilio-villa/

Emilio Villa

Le l’oiseau-pèr(dr)e (1947)
da “Heurarium”

Le l’oiseau–pèr(dr)e dans une femme fine
le lois-au-pair
l’oiseau-pourdre
l’oie sceau des rivages
l’oiseau barr(nn)ière
oiseau-mèr(ttr)e / dans une flamme bîme
l’oiseau-meur(tr)e
l’oiseau-derr(n)ière / l’oiseau par(r)tèr(r)e–
l’oiseau-barre des incidents
voix-isobare des actes noirs
c.à.d. l’OISEAU-TOUT
hérissa ses plumes dans la vortige irradiée
et pénétra interieur tra
il aiguisa trois / fois son bec
et secoua sous le culciel
35 l’échec des embruns
les coulecouleurs dla durée
des éclats horizontales
moral: il faut secouer un nautre amour

 

 

ubi consistam

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Enzo Campi

 

ubi consistam (per Emilio Villa)

 

 

si
sfibra il
languore
e mi prudono le
nari una
goccia illividita 
toni-
fica il
biancume ri-
disegnando la
linea che
dispare impari
nell’
inaudita chora ove
transita il de-
corso temporale
degli scrigni
allucinati in
chiave di
violino
 
nel
mano-
scritto
illeggibile e
convulso
discorgo la
consonanza in
peto e feto
raccordando il
periplo all’
ototelia dell’
ingordo pasto a
cui mi con-
segno
inseguendo il
sumerico livore d’
un cuneo
difforme che
insanguina di
pece il
foglio ingiallito

tra
i formati
equidisgiunti
lungo linee
aggroviglianti
esplode il
tratto disunito
di soma al
sema reso e s’
ammassano
orpelli nel
coacervo
nidificato e
detto mai una
volta smarrito e
illontanato dal
loco declinante
ove siamo e
stiamo

si
definì così
scheletro gioioso e
animato per
spiraleggiare in
lungo e
largo la
linea curva
incisa ferro a
ferro per
disapprendere la
fola dell’
eterno di-
venire cosa
causa e
principio

si
finì così
rendendo-
si all’
insieme
genuflesso dei
fonemi tracotanti
esposti in
bella posa nell’
ovo circonflesso
come piega
rifratta dell’
eco alterninterna all’
ego me
ausculto e al
bisogno
assolvo

si
sfinì così
dato a
sognare
come piaga
irrisolta dell’
ecce e
sei e
fosti tanto sì ma
assiso sul
sacro trespolo
ove si
raggomitola
ancora l’
istanza al
sempre altro
morire e
morirsi

 

(scritta di getto nel 2008,  all’uscita della mostra antologica su Emilio Villa, curata da Claudio Parmiggiani a Reggio Emilia)

 

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ab ovo (ipotesi solenne)

OVO 1A
Ipotesi solenne è se
 
se con la lingua dei vangeli semitici il vento lecca
i cardini gli stipiti e nelle filiture
le uova della polvere disseppellisce e una secca
luce e le semenze scure nelle crepe qua e là
e dappertutto

[…]

 

OVO 2 A BIS

[…]

coro della percezione, la parabola che
che procede immutata dalla curva; poi il frutto
che scende dall’idea che; e spazio da spazio,
come l’erto transito distende d’un battito solo
il passero sbiancato dagli aerei cicli,

come l’erto uovo
che su dove e su
e nelle parti delle parti
in partibus infidelium,

e su dove
per la materna anatomia, tra le carti-
lagini serpeggia e per i fragili arti
del chiasmo la nuda
incertezza, i guizzi,
il trauma e sulle scorie gelide il lume sentito,
quello nero
quello del moto, quello
dell’attimo e la follia

[…]

 

(Emilio Villa, da Contenuto figurativo, in id. E ma dopo, Ed. D’Argo, Roma, 1950)

 

*

 

(Le immagini dei due OVI sono opere grafo-pittoriche di Enzo Campi)

 

Per Emilio Villa – Eventi – Bologna (2)

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Sabato 12 Ottobre ore 19
Spazio 100300 BOLOGNA
Parabol(ich)e dell’ultimo giorno-Per Emilio Villa 
con Giovanna Frene Gabriele Xella Martina Campi 
Gian Paolo Guerini Francesca Del Moro Mario Sboarina
e in video Dome Bulfaro 
a cura di Enzo Campi

*

Foto di Orlando Callegaro, Valentina Gaglione, Enzo Campi

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