Dominic Siracusa

Emilio Villa – Poesia è

poesia è evanescenza

 

poesia è condanna a vita, con libertà

sulla parola, liberté sur parole

 

poesia è guida cieca a un antico

enigma, a un segreto inaccessibile

 

poesia è trattazione dinamica e sussultoria

 

poesia è la più scampagnata cosmologia che noi possiamo

inalberare e agitare,

è una piccola (abregée) cosmogonia inconsapevole e

inconsutile, scucita,

strafelata, sdrucita

 

poesia è dimenticarsi

dimenticanza

 

poesia è se-parare sé dal sé

 

poesia è ciò che si lascia assolutamente fuori

 

poesia è svuotamento senza esaurimento

 

poesia è costrizione al remoto,

al non ancora, al non

adesso, al non-qui,

al non-là, al

non-prima né non-dopo

né non-adesso

 

poesia è sfondamento

 

poesia è bruciare – partorire nello stesso gesto vocale

 

poesia è l’esserci moltiplicato per

non esserci, ricordare

di transesserci di traverso

a spartiacque

 

poesia è misconoscimento di

non so bene che cosa

ma misconoscimento

 

poesia è impotenza infinita,

limpida, lucida, allucinata

 

poesia è intersezione

interiezione

intersezione

interruzione

 

poesia è una carognata

 

poesia è transito e esito

 

poesia è infusione e trans-fusione

 

poesia è memoria di ciò che non è

e che deve non-essere, cioè

è il Sé culminante, liminare

il Sé come cosmo incompiuto e

da non compiere mai

 

poesia è legare – slegare

 

poesia è la scena rituale della

infinita incertezza, della

inaccessibile Infermità

(Infirmitas)

 

poesia  è scorcio

scarto

strombo

sterro

 

poesia è culla – cuna

è cella – cruna

del Trans-Organo

del transorganico

dell’Indistinto

dell’In(de)terminato

 

poesia è la cenere

 

poesia è  diagonale

è vanvera

dentro il corpo manifesto

dell’Inesistente Universale

dell’Anenergico Globale

 

poesia è pigrizia irrigidita, con

un braccio appesa al ramo

dell’Albero della Scienza del

Bene e del Male; cioè

è una Scimmia che sta in

Brasile sempre appesa con un

braccio al ramo di un albero (è la Preguiça)

 

poesia è terrorismo nel dominio della lingua,

è scoppio nella clausura del linguaggio

 

è terrore sul fondo delle retoriche

 

poesia è liberazione dalla conoscenza,

fuga dal conosciuto

svincolo dalla meccanica

 

è insieme è caduta, sprofondo, nella

meccanica ripetitiva, ossessiva,

iterativa, che è anche la

meccanica del cenno, della norma,

del rito (dell’obbligo

stretto, della rima, del numero,

dell’essenza)

 

poesia è implosione del tempo – zero

e di grado in(de)finito

 

poesia è sfrenamento, sfaso, minaccia potenziale,

spacco, rapina, distruzione

 

poesia è scasso, squarcio, scuotimento

 

è l’urto tra forza

e misura che

tende a cancellare.

siamo proprio

infinitamente matti

 

la poesia è quasi tutto: cioè è tutto, meno

quello che veramente è

 

poesia è impermanenza incrociata con

trans-manenza

 

è impertinenza

 

poesia è scontro e incontro (spontaneo e

destinato) tra nevrosi e inconscio,

tra archetipo e Sé

anello monotono e perpetuo tra impulso

e ossessione

 

poesia è aggressione

 

poesia è fare spiragli, produrre crepe,

segnare filiture dentro il

sipario, dentro la Parete Sbarrata

 

poesia è lotta contro la notte

poesia è notte contro la notte

poesia è urto contro la voce

poesia è attrito con la pelle del Drago

 

poesia è così

è così e così

e così sia

 

 

**

 

Emilio Villa – Poesia è – 1989 (circa)

Il testo è contenuto in

The Selected Poetry of Emilio Villa

Traduzione e cura Dominic Siracusa

Contra Mundum Press Edition, 2014

 

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The selected poetry of Emilio Villa

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Estratti dall’opera

The selected poetry of Emilio Villa
Translated by Dominic Siracusa
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